Tropico 6 – Recensione

Tropico 6 – Recensione

14 Ottobre 2019 0 Di Raffaele Fasano

El presidente is in charge.

Presentazione

Indossiamo i panni di un dittatore sud-americano pronto a tutto per la sua nazione…e per il suo portafogli. I toni sono più distesi dei precedenti capitoli anche se la tematica è similare. Saremo quindi investiti della carica di governatore di un’isola dei caraibi che dovremo portare all’apice, come punta di diamante della repubblica delle banane. Già da questo incipit si può capire la vena ironica del titolo city builder. Ricco di politica, sfaccettature e possibilità di costruzione. La scelta di quale parte della popolazione rappresentare sarà fondamentale, oltre alla sapiente gestione delle risorse, degli investimenti e dell’urbanistica.

Storia

Ma partiamo dall’inizio e con ordine. Sia che giocheremo le Missioni (la modalità campagna), il Tutorial, il Sandbox(gioco libero) o il multiplayer avremo a disposizione il nostro piccolo arcipelago, fatto di palme, spiagge bianche e mare cristallino. Esso ci farà da sfondo attivo alla nostra ascesa come presidente o alla nostra disfatta. Potremo essere Presidente o Presidentessa, perchè avremo una intera sezione dedicata alla customizzazione del nostro avatar: uomo, donna, barbuto o dalla folta chioma, tailleur alla Margaret Thatcher o camicia aperta alla Scarface, saranno alcune delle opzioni.

Dopo aver scelto il look, se lanceremo la campagna, inizieremo dal “basso” la nostra isoletta deve sottostare alle regole della madre patria. Qui, se da un lato faremo di tutto per tenerci stretto il titolo di Governatore, tesseremo le trame per ottenere l’indipendenza ed iniziare la scalata al potere. Ma come nella realtà il potere chiama potere e una volta raggiunta l’indipendenza saremo solo sulla punta dell’iceberg.

La popolazione andrà amministrata e le città con essa. Non tutti saranno contenti e quindi gli editti che emaneremo aumenteranno il consenso di alcuni gruppi favorendoci alle elezioni a discapito di altri, che certo non voteranno per noi. Le elezioni saranno sempre dei punti salienti del gioco, in cui raccoglieremo i frutti della nostra semina. Ma se proprio andasse male dovremmo spendere un pò di soldi per “cambiare “le votazioni o per un bel po’ di pubblicità faziosa, d’altronde è una dittatura. Questa è la parte che potremo controllare della politica ma la dinamica è ben più ampia ed è controllata dall’elettronica. Quindi la crescita dei nostri frutti, di cui accennavamo prima, sarà un pò falsata da questo fattore. Scorribande degli arcipelaghi vicini e battaglie in difesa della propria nazione saranno presenti ma non così incisivi. Insomma, avremo già del bel da fare a sistemare le nostre “faccende” che almeno dall’esterno non ci disturberanno più di tanto.

Si parla di arcipelago perché questa sarà la conformazione geografica da gestire. Con i suoi pro e i suoi contro. La logistica sarà fondamentale. Come sempre le nostre avventure evolveranno fra le ere, passeremo quindi da incentrare i nostri sforzi sul settore primario, poi sul secondario e infine sul terziario. Tutti e tre saranno fondamentali per la buona riuscita della nostra repubblica ma rivestiranno pesi diversi. Quindi inizialmente via con piantagioni e miniere (ce ne sono anche di Nichel!) passando per l’allevamento. Ma una piantagione di zucchero è inutile senza una bella distilleria di Rum accanto…comprende?

I trasporti hanno rivoluzionato il mondo e le nazioni quindi libero sfogo a fermate dei bus, porti commerciali e turistici. Potremo quindi spingere sul turismo verso le spiagge bianche o esportare attraverso i porti per le merci e creare la nuova Hong Kong. La strategia migliore sarà seguire le missioni nel loro evolversi e stare attendi a soddisfare tutte le richieste che scaturiranno dagli eventi.

Grafica, suono e Gameplay

Dopo aver passato in rassegna le varie sfaccettature del gioco passiamo alla tecnica.

Su Ps4 la grafica non è il massimo soprattutto se pensiamo che la data di uscita è Gennaio 2019, era atteso per il 2018 poi ci sono stati dei ritardi. Sicuramente per una tipologia di gioco come quella di Tropico non ci aspettiamo ombre, dettagli ed effetti luce coinvolgenti ma quelli visti sono minimi. Prendendo ad esempio le palme che sono presenti in quantità, abbiamo 4/5 tipi diversi che si ripresentano centinaia di volte. Il vento che increspa le onde o smuove le frasche è ben lontano da essere realistico. Nella schermata di personalizzazione del El Presidente le texture sono minime e i poligoni in bassa quantità. I nostri cittadini si muovono leggermente robotizzati e le imbarcazioni non infrangono le onde. La musica ovviamente latineggiante è accogliente e ci porta nelle bianche spiagge caraibiche, qualche traccia più movimentata invece ci porta a danzare nelle calle delle ciudades. Aumentando il volume su un buon impianto non saremo pronti a imparare la salsa ma per il coinvolgimento sono azzeccate. Gli effetti sonori sono minimali, e il completamento di un edificio avrà un suono specifico che ricorda molta quello di Age of Empires di qualche anno fa.

L’inquadratura è fissa, si può ruotare e zoomare ma non inclinare. La ruota delle azioni è di facile accesso e controllo. Le attività in essa sono distribuite con una logica intuitiva. La possibilità di avere sempre sott’occhio gli obbiettivi, le finanze e la popolazione ci permette, in maniera rapida, di compiere varie azioni per il supporto della nostra espansione. I raccolti, le navi, i progetti e in generale tutto quello che produce reddito viene indicato in stile notifica scorrevole sulla parte alta a sinistra. Per dover di cronaca su uno schermo 44” 4K gli importi che scorrono sono difficile da leggere dai 2,5 m. Le missioni che scegliamo di intraprendere ci vengono narrate in maniera esplicativa come se fossero scritte su di un blocco note in centro schermo, idea carina e funzionale. Ripresa anche nel layout dei report del commercio, del covo dei pirati, degli editti, ecc. In basso a sinistra troviamo i comandi per accelerare il tempo.

Ottimo quindi il Gameplay che supporta benissimo la tipologia di gioco e il titolo nello specifico. Varie visualizzazioni della mappa, con colori e scacchiera che cambia in base all’attività o costruzione che stiamo realizzando.

Considerazioni finali

Tropico 6 supporta molto bene chi si avvicina per la prima volta a questo genere di gioco. Grazie al tutorial e ai controlli, pieni di opzioni ma che non risultano mai caotici. Le ore scorrono davanti al monitor senza accorgersene. Ai livelli più avanzati ci sono dei momenti in cui si accelera il tempo per aspettare il meno possibile la produzione o la fine di qualche attività. Tempo che rimarremmo a guardare lo schermo senza far altro. Ma sono veramente pochi questi momenti, perché solitamente saremo ben impegnati a fare di tutto un po’. Chi ha già esperienza nella tipologia di gioco probabilmente avrà un occhio di riguardo alla storia e ai dettagli. In questo caso non possiamo elogiare la story line ne la fantasia che sta dietro al racconto. Come indicato in precedenza la grafica è buona ma un po’ datata. Il coinvolgimento c’è sempre ed a tutti i livelli, del gioco e del giocatore. La possibilità di seguire una storia tramite missioni ci porta a volerne fare altre un po’ come capita guardando una serie televisiva riuscita. Le modalità Sandobox o Multiplayer

  • Storia
  • Grafica
  • Suono
  • Gameplay
  • Personale
3.5