Trine 4 – Recensione

Trine 4 – Recensione

7 Ottobre 2019 0 Di Raffaele Fasano

Il mago, la ladra e il cavaliere.

Presentazione

Si parte per una nuova avventura, in compagnia del mago Amadeus, Zoya la ladra e il cavaliere Pontius. Sono tre i protagonisti di questo puzzle-platform targato Frozentbite Modus.

Amadeus, Zoya, Pontius.

Ritroviamo il simpatico, quanto improbabile trio dei capitoli precedenti alla ricerca del principe Selius, i cui sogni oscuri si sono trasformati in realtà. Mentre questi incubi devastano il mondo fiabesco che fa da sfondo alla storia, i valorosi condottieri dovranno individuare il nobile principe e porre fine al caos prima che il mondo intero sia consumato dalle sue ombre. Il principe Selius è schiavo di sogni oscuri e, a causa della mancanza di controllo del suo talento magico, gli incubi mostruosi sono in grado di fare capolino nella realtà e scatenare il caos nel mondo della veglia.

Storia

Non è importante aver giocato ai precedenti capitoli, la storia scorre indipendente. Certo i veterani coglieranno qualche risvolto autoreferenziale. I paesaggi sono variegati e di carattere fiabesco ma come ogni sogno (che può essere accompagnato da incubi ) non mancheranno tetri anfratti e nemici malefici. L’affiatamento dei tre personaggi è la vera chiave per concludere nel migliore dei modi l’avventura. Teniamo a precisare che si può giocare in solo ma l’esperienza vissuta in co-op è assolutamente di un altro livello. Proprio come collaborano i protagonisti, se sono più giocatori a farlo l’avventura sarà ancora più elettrizzante. La vicenda è lineare ed essenziale, l’Accademia Astrale ha smarrito uno studente. Il mago Amadeus sta facendo l’eremita, Zoya continua a essere l’arciere-ladra che compie scorribande e il cavaliere Pontius è sempre all’avventura, almeno quando non è intento a lucidare la sua scintillante armatura. Vengono convocati dall’Accademia per ritrovare uno studente, il principe Selius, che è scomparso. Inoltre il principe sembra avere una qualche capacità di materializzare i suoi incubi. Dovremo quindi recuperare il principe attraverso una moltitudine di scenari e boss di fine livello. Trovarlo non sarà troppo difficile ma convincerlo a seguirci si, chissà cosa nasconde. Questo titolo indie strizza l’occhio ai capitoli precedenti abbandonando le velleità del 3D, del capitolo precedente.

Gli intermezzi 3D sono stati abbandonati, forse proprio perché non avevano convinto i giocatori che se ne erano lamentati. Quindi largo al 2.5D, un bello scorrimento orizzontale e via. Stile fiabesco e colori saturi sono contornati da un altrettanto “leggiadra” colonna sonora, presente ma mai fastidiosa.

La schermata di inizio ci permette di conoscere i tre personaggi e le loro abilità. Durante il gioco dovremo indossare i panni di tutti e tre a seconda della situazione. Una volta che si vuole effettivamente partire si può lasciare questa schermata iniziale, un menù interattivo più che altro e iniziare la storia. L’avventura da principio ci farà conoscere uno per uno i personaggi che verranno distolti dai propri compiti per andare all’Accademia Astrale. Saremo quindi in ordine: il mago, la ladra, e il cavaliere. Questo è il tutorial che ci introdurrà alla storia ma anche alla gestione degli eroi. Il mago può evocare una cassa e spostare con la magia gli oggetti per aiutare negli spostamenti lui e i suoi compagni. La ladra, nonché abile arciere, scoccherà precisi dardi e lancerà frecce legandole con corde, creando ponti temporanei ed azionando meccanismi. Il cavaliere, senza macchia e senza paura, armato di spada e protetto da scudo fornirà protezione ma anche potenti attacchi alla compagnia.

Riunita la compagine si partirà alla ricerca del principe evoca incubi scomparso. Come accennato all’inizio si può giocare l’avventura in solo rivestendo a rotazione i vari personaggi. Ognuno con abilità di verse, da sfruttare nei vari puzzle che verranno proposti. In coop locale o on-line si potranno rivestire lo stesso tutti i vari personaggi ma le prove saranno ri-calibrate per essere affrontate in simultanea. Un giocatore usando il mago evoca una cassa mentre chi usa il cavaliere deflette la luce con lo scudo proprio sulla cassa per aprire una porta. Ecco perchè il gioco affrontato in gruppo acquista uno spessore maggiore. Le sessioni in solo sono incentrate alla risoluzione dei vari puzzle, a volte la frustrazione di un tentativo di troppo non riuscito fa storcere un po il naso. Ma lo stesso evento in co-op scaturisce il più delle volte in una risata o in uno sfottò collettivo carico di ilarità. Durante le ore di gioco non abbiamo mai trovato enigmi troppo complicati o boss troppo coriacei. Il livello di difficoltà generale è in linea con il titolo ed aumenta con il progredire della storia.

Grafica, suono e Gameplay.

Abbiamo usato abbastanza volte l’aggettivo fiabesco? Credo di si. La grafica segue questo filone narrativo trasportandolo in colori e luci. La grafica 2.5D è appagante anche se non rivoluzionaria. Lo stile dei personaggi risulta di impatto e ci catapulta nel loro mondo. Le cinematiche forse andavano un po’ più curate. Ma in fin dei conti a noi interessa risolvere i puzzle e i percorsi platform. Gli incastri e gli “enigmi” da risolvere non sono mai troppo complessi ma nemmeno troppo scontati. A lungo andare potrebbero risultare un pò ripetitive le meccaniche dei boss. Facendo leva sull’appagamento che il giocatore prova nell’abbattere il cattivo di turno, a suon di frecce o di colpi di spada, magari urlando insieme al proprio compagno “Toh prendi questo” le Boss-fight risultano comunque piacevoli.

Vengono introdotti nuovamente gli alberi delle abilità che permettono di personalizzare i personaggi e danno un po’ di freschezza al gioco che in parte evolve. Non è una novità assoluta ma è sicuramente un buon quarto capitolo, quasi una crasi dei precedenti con un’aria più contemporanea. Sono passati dieci anni dal primo capitolo e difficilmente si riesce a proporre qualcosa di totalmente nuovo mantenendo l’impronta dei precedenti.

Il suono e la musica rimangono sempre di sottofondo non sono molto incisivi ma ben accompagnano le prove. Seguono il ritmo delle vicissitudini e della tipologia di azione. Minimale la colonna sonora come gli effetti.

I comandi sono semplici ed intuitivi, le varie abilitá si possono controllare molto in fretta. I punti esperienza accumulati sono di rapida gestione, l’assegnazione risulta immediata e lineare. Non ci sono rotazioni di camera da eseguire essendo a scorrimento orizzontale. La visibilità dell’area di gioco risulta sempre buona anche in co-op. In questo caso ci va comunque un po di collaborazione, pena finire in un precipizio involontariamente.

Conclusioni.

Ci ha ricordato i giochi a scorrimento orizzontale di qualche hanno fa, anche se sotto una veste grafica rivisitata. Sicuramente la story-line non è di quelle complesse. La voglia di giocarci permane anche dopo una sessione di media durata. Un platform che può essere servito anche mordi e fuggi. Se si ha una mezz’oretta per giocare e non si vogliono attendere lunghi caricamenti o sezioni di storia epiche, questo gioco fa per voi. Negli ultimi anni è stato un fiorire di giochi multiplayer on-line, Trine potrebbe inserirsi in una nicchia di questo mondo, riproponendo anche il co op locale. Non si può mettere in paragone con giochi del tipo D.O.T.A. o The Division sia chiaro. Ma dopo una pizza in casa con gli amici invece che una partita a videogiochi simulativi di sport ci potrebbe stare una partita a Trine 4. La moglie sbuffa sul divano mentre voi giocate alla vostra console?Fatele impersonare la scaltra ladra per aiutarvi. Vale anche il contrario se il marito storce il naso perché gli avete rubato il joypad, passategliene uno e investitelo cavaliere. Preso con la leggerezza del caso questo titolo può regalarvi ore di divertimento, magari condividendolo con qualche amico/a.

  • Storia
  • Grafica
  • Suono
  • Gameplay
  • Personale
3.6