Trails of Cold Steel III – Recensione

Trails of Cold Steel III – Recensione

29 Novembre 2019 0 Di Raffaele Fasano

Premessa

Partiamo dal fatto che Trials è un titolo particolare. Per metterlo nel solito cassettino delle definizioni e’ un JRPG. Dopo due anni dal secondo capitolo, The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel III è arrivato in occidente. Ovviamente per proseguire la storia iniziata da Falcom nella sua serie. Se come me non sapevate nemmeno dell’esistenza di questi titoli continuate a leggere, siamo qui per questo! Se la conoscete giá tuffatevi nella lettura lo stesso mica facciamo differenze.

Dobbiamo comunque tener conto che il progetto nasce ben 8 giochi fa, questo e’ il nono. A testimoniarne l’impresa epica di inserirsi in un contesto ben chiaro ma al tempo stesso di uscire dalla nicchia e affacciarsi all’occidente. Seguendo i vari capitoli precedenti Trails fo Cold Steel III e’ l’inizio del capitolo finale dell’arco narrativo. Sviluppato finalmente direttamente sull’attuale generazione di console.

Storia

Ci ritroviamo subito dopo gli eventi dei capitoli precedenti I e II cioe’ finito di frequentare la Classe VII dell’accademia e finita la Guerra Civile. Gli studenti protagonisti del racconto hanno lasciato l’accademia di Thors da eroi diplomati, dividendosi per inseguire i propri sogni con la promessa di riunirsi tutti una volta che la situazione fosse migliorata, un tempo che appare ancora molto distante. Erebonia è il paese in cui si volgono le vicende ed è rimasta tutto fuorché pacifica. Conquiste ed invasioni di diverse province sono lo sfondo del finale del precedente capitolo.

Il nuovo ciclo narrativo parte con la costruzione della succursale dell’Accademia Thors, fortemente voluta dal Principe prima di lasciare il suo status e impegno nell’amministrazione governativa. Chi poteva essere l’insegnante della nuova Classe VII se non il nostro eroe Rean Schwarzer? Nessuno, infatti eccolo qua, investito del compito di crescere la nuova generazione di eroi. Purtroppo il sogno di Rean e compagine, di un paese libero e senza conflitti , è diventato sempre più lontano.

Grafica,Suono e Gameplay

La grafica e’ tipicamente made in Japan e non possiamo dimenticare le radici di questo titolo. Sono stati fatti molti sforzi per portare la grafica ai livelli attuali, ma sia il passato del gioco, sia i tempi di realizzazione hanno portato ad una grafica non troppo contemporanea. Gli effetti grafici sono di tutto rispetto. Non c’e’ la localizzazione in italiano ma il doppiaggio giapponese ha sicuramente il suo fascino, con un plauso per l’empatia trasmessa. I sottotitoli in inglese non sono di un livello troppo impegnativo, certo che, essendo molto importante la narrazione, qualche sforzo bisogna farlo. Gli effetti audio e la colonna sonora sono neutrali anche se ben seguono i momenti saglienti del gioco. Il level design è curatissimo, le architetture delle giungle urbane ne sono la punta di diamante. Un gradito ritorno per le battaglie Mecha aiutano a diversificare i combattimenti.

Essendo un gioco a turni la frenesia non è alla base del Gameplay. Ma le molteplici possibilità di interazione movimentano le partite. C’è stata una svolta netta rispetto ai capitoli precedenti nel sistema di controllo. Il combattimento ha dei menù più semplici, chiari ed immediati. La mappatura dei pulsanti permette le varie Arts, Crafts, movimenti e via dicendo.  Accumulando i CP, si possono eseguire attacchi coordinati con i compagni e gestire gli Ordini da Battaglia. Dei power-up per tutto il gruppo attivabili in qualsiasi momento. Il risultato è un’azione più dinamica ma si necessità un approccio molto più strategico, a tutto favore dello spessore del gioco.

La presenza di Minigiochi, un completo gioco di carte e un sistema di crafting ben sviluppato fanno si che ci siano sempre cose da fare in Trails of Cold Steel III. Il ritmo del gioco non ha mai dei cali o momenti di bonaccia. Equipaggiamento e statistiche risultano a tratti un po confusionarie nella loro gestione. Gli amanti e veterani di questi sistemi però si sentiranno appagati.

Conclusione

La storia principale impiega circa 60 ore per essere completa. Mentre il completamento totale delle attività potrebbe superare le 100 ore. Teniamo a mente che e’ possibile velocizzare il tutto con la High Speed Mode. Le missioni e le attività secondarie possono risultare un po ripetitive. Ma la vera forza è la possibilità di godere di interazioni personalizzate per ogni membro del cast, sviluppando il tempo libero di Rean con i suoi alunni. Un titolo che non e’ immediato per la godibilità sopratutto per i neofiti che di primo acchito potrebbero ritenerlo ripetitivo. Ma che nella storia e nella mole di attività da fare regala il giusto divertimento.

  • Grafica
  • Suono
  • Gameplay
  • Longevità
3.3