Toki – Recensione

Toki – Recensione

9 Luglio 2019 0 Di Raffaele Fasano

Noi Nerd di vecchia data soffriamo di un brutto male: la nostalgia. Quella grande canaglia che ci prende l’anima e ci fa rimpiangere le cose del passato perché “erano più belle, più colorate, più più più” mentre magari stiamo giocando all’ultimo videogame in realtà virtuale sul nostro mega-pc da ottomilamiliardi. Ma questo non ci priverà del gusto di provare alcuni remake che ci faranno scorrere una piccola lacrima mentre risentiamo nel nostro cuore quelle antiche sensazioni mai dimenticate, di sudore su levette appiccicaticce di altri giocatori che ci hanno preceduto, del suono degli spiccioli nella gettoniera e di fumo di sigarette degli adulti che giocano a biliardo….

Toki

Nel 1989 chi vi scrive frequentava la quarta elementare, e nelle sala giochi spopolavano titoli del calibro di Strider, Golden Axe e Teenage Mutant Ninja Turtle, in un angolo nascosto si muoveva nello schermo un piccolo scimmiotto che da li a poco sarebbe entrato nella storia dei videogame: Toki. Un gioco all’apparenza facile che pian piano conquistò i cuori dei player che facevano la fila per metterci su le mani per tentare di completare i 6 mondi che ne costituivano la spina dorsale. Ma dietro l’apparente facilità della meccanica si nascondeva una difficoltà dei livelli davvero incredibile…ma andiamo con ordine.

Una storia semplice, una vita complessa

Toki è un essere umano che vive su di un’isola con la sua fidanzata Miho.. Un giorno un mago cattivo decide di rapirla e non contento, trasforma il possente Toki in uno scimmiotto buffo dotato però di un potete particolare: sputare palle di fuoco dalla bocca. Questo piccola storia è soltanto un pretesto per dare il via all’avventura dello scimmiotto, che dovremo condurre per i 6 mondi di gioco abbattendo nemici, scansando proiettili ed evitando di morire. Le meccaniche di gioco sono semplici, con la leva sinistra del joypad potremo muovere il personaggio, mentre con un tasto salteremo e con l’altro spareremo. Ma dietro questa apparente facilità si nasconde una trappola: Toki è fatto di cristallo. Basterà il minimo tocco con i nostri nemici per farlo morire. Il setting della difficoltà è nettamente verso l’alto, offrendo un livello di sfida al limite del lancio del joypad attraverso la finestra o dar fuoco alla console durante un rito sacrificale.

Il remake

A questo Remake ci hanno messo mano i creatori originali di Toki e si vede. Il gioco è praticamente lo stesso dell’89 con una grafica trasformata dagli 8 bit dell’epoca ad uno stile cartoonesco davvero accattivante. Le animazioni sono perfette e ogni personaggio è stato ricostruito nei minimi particolari. Anche i bonus che raccoglieremo durante le partite sono stati ridisegnati ed utilizzarli sarà davvero un piacere (ps: se siete dei principianti scordatevi di recuperare le vite extra, è praticamente impossibile). Come dicevamo, il setting della difficoltà è molto alto. Anche impostando dalle opzioni la difficoltà “facile” in realtà non faremo altro che giocare alla stessa crudele modalità che si giocava in sala giochi. Non guardate neanche le altre, sono davvero impossibili. All’interno delle impostazioni inoltre troviamo la modalità Speedrun che farà la gioia degli streamer di Twitch e Youtube. Altra piccola chicca è la possibilità di impostare la visuale come se ci trovassimo davanti ad un tubo catodico. Per noi nostalgici fa davvero piacere veder male un gioco che si potrebbe veder perfettamente.

Continue?

Nonostante il rischio di distruggere la console, mi ha fatto davvero piacere rimetter le mani su Toki, perché rientra fra quei titoli che mi hanno formato videoludicamente e che ogni videogiocatore dovrebbe provare almeno una volta. Se la difficoltà elevata non vi spaventa, sicuramente Toki conquisterà i vostri cuori, così come ha conquistato il nostro.

I nostri voti
  • Narrativa
  • Gameplay
  • Grafica
  • Suono
  • Online
  • Personale
3.8