The Procession to Calvary: Recensione

The Procession to Calvary: Recensione

10 Maggio 2020 0 Di Raffaele Fasano

Ciao a tutti e bentornati in una nuova recensione. Una recensione molto particolare. Il gioco di cui parleremo oggi è un gioco diverso dal solito, che mi ha sorpreso in positivo anche se, a dirla tutta, ha qualche piccola nota negativa. Nulla di eclatante, certo, ma quelle mancanze possono pregiudicare l’immersione per determinate persone.
Partiamo dal principio procedendo per step.

Gameplay & Grafica:
So cosa state pensando. Unire in un’unico paragrafo questi due importanti pilastri di un videogioco. Questa volta però devo farlo dal momento che entrambi viaggiano nella stessa direzione. Uno dipende dall’altra. The Procession to Calvary è un gioco punta e clicca molto semplice da capire, e questo è uno dei tanti lati positivi di questo titolo. Fin da subito, ci ritroviamo con un obiettivo ben definito, che ci accompagnerà in un gameplay e in un’ambientazione piuttosto bizzarra e originale. Il gioco ci vede proseguire la nostra avventura all’interno di dipinti del passato. Il nostro personaggio potrà muoversi all’interno di essi esplorando diverse ambientazioni basate su quadri realmente esistenti. Da Michelangelo a Botticelli potremo notare le diverse sfumature e i diversi stili in ogni paesaggio che ci viene proposto.

Storia e Stile:
Il gioco presenta diversi enigmi che possono essere risolti in modi diversi e, in base a come ci si pone ad essi, possiamo concludere la nostra avventura in tre diversi modi. Il gioco quindi prende quasi lo stampo di un GDR, laddove le nostre scelte modificano il finale.
Ma cosa intendo con stile? Non trovavo una parola più precisa per indicare il mio pensiero; The procession to Calvary è un gioco fatto con passione ed ispirazione ed è un gioco che mi ha fatto ridere.
Mi ha fatto ridere perché è divertente. Ci sono diverse occasioni in cui ho sorriso a causa delle battute che i personaggi hanno fatto durante il gioco.
Anche la sola trama ( niente spoiler tranquilli ) ha un che di surreale e che ti fa sorridere a causa dell’assurdità della vicenda. Ma tutto funziona. Anche la trama si sposa bene con lo stile, che sia grafico, che sia riguardante il gameplay o i dialoghi dei personaggi. Tutto si incastra perfettamente.

Allora cosa non funziona in questo gioco? I difetti per quanto possano essere marginali, in un certo senso minano in modo diretto la giocabilità del titolo. Attenzione: questi difetti non hanno intaccato profondamente la mia valutazione finale, dal momento che è un gioco a basso budget ma, per essere oggettivo, ho dovuto tenerli in considerazione.
Il gioco non dura molto. Nel giro di una manciata di ore sarete in grado di concluderlo. Gli enigmi possono essere superati in modi differenti e con approcci diversi. Determinate soluzioni sono più facili delle altre anche se possono essere moralmente più scorrette. Si rischia quindi che il giocatore decida di superare un enigma difficile con la soluzione più facile in quanto spesso non è esattamente intuibile quella che può essere la soluzione migliore. E questo è un peccato.
Il gioco non è godibile al 100% se non conosci il contesto. Questa è stata una mia impressione ma mi è quasi sembrato che l’autore del gioco ha creato determinati avvenimenti o inserito determinati personaggi in un momento preciso come per indicare l’assonanza del videogioco con i quadri o con gli avvenimenti reali che, se non conosci ( come nel mio caso, ndr) rischi di perderti. Ultima ma non per importanza: la localizzazione.
Abbiamo già chiarito che The Procession to Calvary è un gioco a basso budget, ma spesso a causa della lingua ho avuto non poche difficoltà a seguire correttamente i dialoghi.
Questo preclude in automatico l’esperienza a gente che non parla inglese o che, come nel mio caso, non è in grado di comprendere al 100% determinati dialoghi o battute a causa dell’impossibilita di capire quello che è uno slang specifico della lingua inglese.

Conclusioni:

The Procession to Calvary è uno di quei giochi che funziona. Che ti diverte e che, grazie alla sua originalità, ti incuriosisce a tal punto da volerlo giocare per scoprirlo nella sua interezza, anche se determinate mancanze minano questa possibilità.
L’originalità è il punto forte di questo titolo che, nonostante abbia un gameplay già visto e rivisto, unisce un’idea di gioco nuova e divertente.
Se siete curiosi di provare un gioco in grado di farvi sorridere, The Procession to Calvary è fatto per voi. Ma attenzione! Conoscere l’inglese è un requisito fondamentale.

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  • Storia
  • Grafica
  • Gameplay
  • Rigiocabilità
  • Originalità del titolo:
3.3