RetroReview #1 – Trailblazers

RetroReview #1 – Trailblazers

22 Luglio 2019 0 Di Raffaele Fasano

Di solito quando si decide di fare rubriche come RetroReview si parte da giochi main stream come Street Fighter II o Monkey Island. Invece io ho pensato, come al solito, di basarmi più sulle emozioni che sulla vendibilità di un titolo, ed è per questo che questa rubrica comincia con un titolo del 1986 che io ho giocato da bambino su Commodore 64.

Il gioco

Trailblazers è un gioco di “corsa isometrica” come tanti iniziavano a girare in quegli anni. Il tutto si basa su fondamenta semplici ma solide: una pallina da guidare su di una percorso spaziale a scacchiera sempre diritto ed irto di ostacoli. Infatti la scacchiera sarà composta da diverse piastrelle colorate, che se toccate potranno concederci dei bonus o dei malus, a seconda del colore. Mentre il grigio viene utilizzato come indicazione della “griglia di partenza” e di arrivo del gioco, le piastrelle marroni saranno quelle che indicheranno la pista normale. Le piastrelle nere sono semplici buchi dove la nostra pallina cadrà e ci farà perdere qualche secondo per riemergere, le piastrelle rosse rallentano la corsa, quelle verdi accelerano, le blu ci fanno saltare e le viola ci stoppano. Le più complesse da gestire, dal mio punto di vista erano le Cyano, che invertivano i pur semplici comandi di gioco: leva avanti, la pallina cammina, indietro, rallenta, fire, salto. Il numero di salti che potevamo effettuare era limitato, e si doveva giungere a fine livello (in totale 20) prima dello scadere del tempo. Tutto questo ad alta velocità.

Grafica, Gameplay e Suoni

Il peso degli anni ovviamente si fa sentire su questo gioco dal punto di vista stilistico, ma va detto che all’epoca era affascinante per un bambino di 6 anni come me, poter guidare questa specie di pallina pazza in un mondo irto di ostacoli, e farlo senza un motivo apparente. Una aggiunta divertente era la modalità split screen, dove due giocatori si potevano sfidare a chi giungesse prima al livello. Inoltre le due palline potevano interagire fra loro, quindi un giocatore intelligente poteva spingere l’avversario nelle buche. Se si sbagliava il salto si correva inoltre il rischio di finire in una lunghissima sequenza di “buche” che con il loro caratteristico suono, ci ricordavano come ormai per noi fosse impossibile giungere al traguardo.
Dal punto di vista del sonoro, TrailBlazers ha una musica d’introduzione davvero accattivante seppur semplice, mentre il gioco era quasi completamente muto, se non per gli effetti “star wars style” che caratterizzavano alcune mattonelle speciali.

Stop

Trailblazer ha caratterizzato i primi anni videoludici della mia vita. Forse per il suo semplice gameplay adatto ad un bambino di 6 anni, ricordo che all’epoca ci passavo molto tempo, non riuscendo mai a completare i 20 livelli che componevano il gioco. Ancor’oggi guardo i longplay presenti sui vari siti o ascolto la musica d’introduzione del gioco, forse perchè tocca quella parte di me che mai è voluta crescere…per fortuna.

Fatemi sapere nei commenti su disqus cosa ne pensate di questa nuova rubrica, e se ci sono giochi particolari dei quali vorreste che vi parlassi!