Resident Evil 3: Remake

Resident Evil 3: Remake

16 Aprile 2020 0 Di Raffaele Fasano

Ne e’ passato di tempo dalla Ps I e da Resident Evil 3, il remake sembra quasi un lifting! ..non te l’ho aspettavi dopo l’articolo?

Presentazione

Come portare un titolo del 1999 al 2020? Aumentando la qualità grafica, velocizzando le azioni e queste caratteristiche ci sono tutte. Ma togli di quà, lima di là, qualcosa si perde.

Resident Evil 2 è sicuramente un buon punto di partenza e certamente RE3 cerca di prenderne il meglio movimentandolo il più possibile. Ricordiamo che l’originale Resident Evil 3 soffrí di una scarsa tempistica di realizzazione. Generando un prodotto non al massimo delle potenzialità, in questo remake sembrano esserci problematiche analoghe. La ricerca di dinamismo purtroppo sfocia in uno svuotamento di quegli enigmi che spesso hanno reso alcuni titoli della saga interessanti. Nel remake non ci dovremo scervellare troppo.

Storia

Raccoon City da tranquilla cittadina si è trasformata nell’inferno in terra. Brulicante di non-morti grazie all’avanzata del Virus-T. Dove gli spauriti sopravvissuti devono sopravvivere e scappare all’infezione. La R.P.D e l’Umbrella Countermeasure Service cercano di limitare i danni ma senza grossi successi. Come sempre c’è chi sfrutta la situazione e cerca di testare le mostruosità messe in circolazione. La nostra Jill Valentine anche lei stremata cerca di scappare da questa situazione. Qui si rileva una bella differenza dall’originale, il tempo trascorso dalla prima uscita porta l’intro ad un altro livello. Molto più spettacolare e coinvolgente. La protagonista inizierà in questo contesto a ordire la sua fuga e in parte anche la salvezza della popolazione “sana” di Raccoon City.

La narrazione è più corposa grazie a file e documenti sparsi nei vari ambienti, anche se la mancanza di alcune location must farà storcere il naso a più di qualche fan. La trama genera una consequenzialità più convincente per le azione dei personaggi, è più credibile rispetto all’originale. Il level design é molto ben curato e sorprende piacevolmente.

Aspetti tecnici

Partendo dal presupposto che Resident Evil 3 Remake predilige la dinamicità all’aspetto investigativo e di ragionamento possiamo dire che siamo davanti ad un action game.

La storia, per essere completata, impegna 5 orette circa. Non sono moltissime ma teniamo sempre conto di cosa abbiamo detto prima, gia’ l’originale ebbe poco tempo di realizzazione. La cosa che stupisce è la possibilità di rigiocarlo con un diverso livello di difficoltà. Concludere il gioco a difficoltà Estrema ad esempio fa guadagnare dei punti, spendibili in un apposito negozio in-game per sbloccare costumi e armamenti particolari. Utilizzabili sin da subito in qualsiasi partita. Tutto questo a favore di una longevità che va al di là della storia. Superare le Sfide previste da Resident Evil 3 consente di ottenere altri punti per comprare armi speciali e strumenti utili. La modalità Incubo prevede di dosare alla perfezione i proiettili, imparare a sfruttare al meglio le schivate e aspettarsi di trovare oggetti e nemici in posti diversi. Oltre a essere più coriacee del normale, le mostruosità saranno in grado di eliminare Jill con estrema facilità, per non parlare di Nemesis, ancor più veloce, letale e reattivo del solito. Se finirete anche questa si abiliterà la difficolta Inferno che ovviamente è ancora un passo dopo. Modellini e concept art sono disponibili alla visualizzazione oltre ad una modalità multiplayer asimmetrico 4v1. Un giocatore farà il Mastermind piazzando trappole e zombie e gli altri 4 saranno alle prese con le sue orde.

Gameplay

Abbiamo già detto che ci siano più dinamismo e più azione in Resident Evil 3 Remake peccato che questo vada a scontrarsi con quasi una totale impossibilità di tornare indietro sui nostri passi.
A questo proposito, non abbiamo gradito la scelta di impedire ai giocatori di tornare nelle zone iniziali per completare l’esplorazione, specialmente considerando quanto sia difficile dedicarsi a questa attività durante gli assalti del Nemesis. Una volta ottenuti gli strumenti necessari è comunque possibile attardarsi per setacciare al meglio ogni anfratto dell’area cittadina, un compito facilitato da una mappa di gioco che segna con chiarezza lo “stato” del saccheggio (una sezione rossa indica un’area con qualche segreto ancora da scoprire).

Tutta l’impalcatura di scoperta che sostiene l’impatto emotivo e di tensione viene meno. Saremo votati agli scontri diretti, faccia a faccia.

Personaggi

Proprio a sostegno dell’action game viene la descrizione delle azioni possibili per l’agente S.T.A.R.S. Infatti esso è in grado di eseguire un passo veloce per allontanarsi dai nemici. Esso, se attuato col giusto tempismo, trasformerà lo scatto in una schivata perfetta, permettendoci di raggiungere una posizione di vantaggio e attivare, per brevi istanti, un rallentatore grazie al quale mirare al bersaglio con maggior precisione. Bisogna fare un po di pratica per padroneggiare questa tattica ma ottenuta sarà un bel plus.

Nel caso di Carlos, invece, agire prima di subire l’attacco gli permette di sferrare un pugno devastante, capace di danneggiare e allontanare l’avversario.

Tutti i personaggi, ovviamente anche i nemici, hanno un timing preciso e questo è fondamentale da memorizzare. Il sistema di fuoco del secondo capitolo e’ stato adattato a questo titolo mantenendo un ottimo feeling e supportato da effetti di primo ordine fa si che l’esperienza action sia ottimale. Proprio la presenza di innumerevoli scontri a fuoco rende necessario gestire le modifiche delle armi e lo spazio nell’inventario al meglio. Leggere i punti di impatto dei proiettili sui corpi degli avversari risulta molto facile: un feedback visivo che concede di ridurre al minimo lo sperpero di munizioni. I Kit di modifica che permettono di upgradare le armi sono reperibili sia all’interno degli scenari, sia raccogliendo le casse che cadono a Nemesis quando viene stordito. Alcune di queste modifiche potrebbero portare alcune armi ad occupare più spazio all’interno dell’inventario, che comunque è possibile ampliare recuperando i borselli sparsi per le ambientazioni.

Grafica e Suono

La qualità grafica non lascia dubbi e un analisi del Tyrant lo dimostra. Nemesis è capace di incutere un timore istantaneo e asfissiante, complice una modellazione certosina che non lascia alcun dettaglio al caso. I dettagli sono curati in maniera maniacale, da rendere quasi “reali” la nemesi dell’inferno. Le ambientazioni le abbiamo citate più volte sono molto curate, la stesa Racoon e’ un gioiellino di dettagli. Resident Evil 3  non ha nulla da invidiare ad altre produzioni blasonate a livello di grafica in uscita nel 2020. Su PS4 Pro il titolo di Capcom e M2 gira a 60 fps fissi, al netto di qualche minima fluttuazione che in nessun modo è in grado di inficiare la godibilità dell’azione. Spostandoci sulla risoluzione, il gioco raggiunge la soglia dei 1620p upscalati a 4K, proprio come nel caso di Resident Evil 2, ma la qualità dell’immagine resta di alto livello.

Buono il comparto audio, ripreso in parte dal precedente, durante le prove qualcuno ha notato differenze nel doppiaggio a livello di qualità sonora. Ma non ci sentiamo di dare grosso peso a questo vedendo il gioco nel complesso

Conclusione

Portare un titolo di questo tipo nel 2020 non era facile, Capcom ci è in parte riuscito. La tipologia di gioco è un pò cambiata ma chi non lo è dal 1999? Pensando a cosa scrivere in questa sezione mi è venuta in mente la sensazione di quando si rivede un film degli anni 80/90. Sono lentissimi in confronto a quelli odierni. C’era piu’ pathos? forse si. Nel caso di Resident Evil 3 Remake la Capcom non ha fatto solo un restilng grafico ma ha lavorato anche sulla velocità d’insieme. Magari non era la via migliore, forse un pò più di enigmi avrebbe giovato ma chissà. Il titolo è godibilissimo per quello che è. I fan storceranno un po il naso e li capiamo, ma un po di leggerezza anche nella trama e nel gameplay ogni tanto ci vuole. Nell’attesa del probabile Resident Evil del 2021 qualche partita a questo Remake ci sta benissimo.

  • Grafica
  • Suono
  • Gameplay
  • Longevità
3.8