MXGP 2019 – La Recensione

MXGP 2019 – La Recensione

17 Settembre 2019 0 Di Raffaele Fasano

MXGP 2019

Ed eccola qui, Milestone torna sul mercato videoludico per farti provare di nuovo cosa significa far parte di un campionato ufficiale di motocross. Dopo la sua acquisizione di THQ Nordic, l’azienda milanese con MXGP 2019 mette in cartella tutte le basi ormai consolidate della serie e prova ad offrire qualche piccola novità di gioco.

Inserisci il disco e mettiti il il casco

Proprio così, MXGP al primo avvio del gioco non tergiversa nel mostrarti elenchi di cosa può fare, deve prima soddisfare il bramoso desiderio che il videogiocatore sportivo ha nel momento che inserisce per la prima volta il disco in console: la voglia di scendere in campo subito, una veloce decisione di moto e pilota e via!

Dopo la scarica di adrenalina, si arriva all’interfaccia minimalista con l’elenco a tendina del menù che il gioco propone: Creazione di un nuovo campionato; modalità playground; personalizzazione del personaggio e moto; multigiocatore ed infine, editor dei tracciati (piccola novità di quest’anno) nella quale è possibile creare da zero un campo da cross metro per metro, interessante e dalle caratteristiche intuitive.

MXGP 2019 – The Official Motocross Videogame_20190823034412

il Gioco batte il martello principalmente su due chiodi importanti già consolidati nei capitoli precedenti:

  • la possibilità di creare un alter-ego con personalizzazioni stilistiche alquanto dettagliate, affrontando gare e test su piste e accumulando punti prestigio, in base ai risultati ottenuti, scendendo in 17 tracciati circa ( per lo più piste italiane ) e mettendoti in competizione con 35 piloti del campionato ufficiale MXGP e MX2.
  • la modalità Playground; area libera nella quale il giocatore può immergersi in un piccolo mondo creato allo scopo di allenarsi e destreggiarsi con il proprio mezzo tra ostacoli narutali che il parco offre.

Mettendosi sulla sella della moto si percepisce l’attenzione degli sviluppatori nel voler ricreare la guida della moto nella maniera più realistica possibile. Il controllo del mezzo, infatti ,è la chiave principale di una gara da motocross: il rapporto del peso del pilota sul mezzo; lo sterrato difficile da calpestare se bagnato dalla pioggia; le tipologie di frenata anteriore e posteriore in base alla curva del tracciato e dal fango rialzato dai piloti avversari, lo studio del tracciato attraverso prove pre gara è l’ingrediente essenziale per portare avanti l’obiettivo di vincere gare e accumulare punti prestigio sbloccando nuove moto e personalizzazioni avanzate. Non ci sono stati netti miglioramenti purtroppo nell’I.A. degli avversari e nell’interazione degli spettatori rispetto ai capitoli precedenti nonostante l’acquisizione della nuova intelligente artificiale “A.N.N.A.” utilizzata dall’azienda in MotoGP 19.

Dal punto di vista grafico il nuovo Unreal Engine 4 riesce a mantenere la fluidità costante dei 30 FPS su PS4, pochi miglioramenti sugli effetti particellari della pioggia e degli schizzi di fango sulla moto, sul pilota e sulla modifica dello sterrato provocato dai piloti in fase di sorpasso e nelle curve più ostiche del tracciato.

Il comparto sonoro rimane la carenza maggiore del videogioco che non ottiene nessuna modifica rispetto ai precedenti titoli, la campionatura dei suoni rimane incentrata sulla moto restituendo un ottimo feedback in linea con le differenze di prestazioni delle varie vetture offerte dai brand ufficiali del campionato, ma non esiste solo la moto in gioco: le sonorità della partecipazione della tifoseria è pressoché inesistente, nessun commentatore che descriva l’andamento della gara che potrebbe rendere una simulazione di gioco più coinvolgente.

Il multiplayer rimane invariato con la possibilità di creare lobby private con solo 12 avversari reali e i restanti dieci colmati dalla CPU.

LE BASI SONO IMPORTANTI MA L’AZZARDO SI POTREBBE PROVARE

Sembra, dunque, che Milestone non voglia azzardare a novità più importanti, oltre che a perfezionare punti che sono resi noti nelle precedenti opere. La modalità editor di tracciato rimane l’unica nuova fatica del titolo che soddisfa il maniaco della personalizzazione ma non quella del tifoso accanito del mondo delle due ruote. Un miglioramento dell’intelligenza artificiale degli avversari e del pubblico con annessi effetti sonori aumenterebbero notevolmente il coinvolgento da parte del videogiocatore.

  • Narrativa
  • Gameplay
  • Grafica
  • Suono
  • Online
  • Personale
3.3