Monster Boy e il regno maledetto – Recensione

Monster Boy e il regno maledetto – Recensione

18 Agosto 2019 0 Di Raffaele Fasano

Nato da una piccola casa di sviluppo che si era dedicata sempre allo sviluppo di giochi in ambito mobile, Monster Boy e il regno maledetto è uno di quei giochi ai quali ti accosti con scetticismo ma poi, joypad alla mano, non riesci a fare a meno di dedicarci qualche ora ogni giorno per cercare di completarlo. Scopriamo insieme perché in questa nostra nuova recensione.

La storia e Gameplay.

In realtà, l’incipit che da il via alla storia non è dei più originali. Lo zio del nostro protagonista Jin è impazzito ed ubriaco di nettare reale e rubato uno scettro magico, decide di trasformare tutti gli abitanti del regno in animali, compreso il suo sfortunato nipote che diventa un maiale. Da qui parte la nostra avventura alla ricerca di sfere magiche da recuperare, tranelli da scoprire e molto, molto altro. La vera bellezza di Monster Boy e il regno maledetto infatti non è la sua storia, ma la capacità, com’è detto in introduzione, di tenerci incollati alla sedia per capire come finire un livello e superare i vari enigmi ambientali che ci circonderanno. Dovremo sfruttare infatti i nostri “poteri di maiale” per “annusare”, ad esempio, casse e leve nascoste, o ancora, saltare “a peso morto” su pulsanti altrimenti non attivabili, o sfruttare la stessa capacità per rimbalzare sui nemici e giungere in luoghi altrimenti irraggiungibili. Progredendo nella storia poi, potremo acquisire nuove trasformazioni come quella in serpente, che ci permetterà di arrampicarci sulle apposite pareti erbose od in ranocchio antropomorfo, che ci permetterà di indossare nuovamente le nostre armi ed armature da umano (acquistabili negli appositi store posti durante il percorso di gioco o sbloccando le casse nascoste nei livelli) oltre ad utilizzare la lingua per agganciarci a degli anelli che ci permetteranno di saltare fossi molto ampi o utilizzare degli archi che ci lanceranno in altre zone. Incontreremo durante il nostro camminare anche nemici di vario tipo, tutti variegati e colorati. Menzione particolare per i boss del gioco, mai banali e ognuno con una sua particolare struttura di gameplay che ci farà sudare le canoniche sette camicie per poterli battere. Come, ad esempio, il Boss Re delle Rane che dovremo sconfiggere facendoci inghiottire e finendo nel suo corpo, dove dovremo superare velocemente alcuni ostacoli ambientali e colpire il suo cuore. Geniale no? Come già detto nei livelli ci sono luoghi nascosti e casse da recuperare. In esse troveremo armi e pezzi di armature utili a superare alcuni punti del gioco, come gli stivali pesanti che ci faranno affondare in acqua invece di galleggiare, o ancora, gli stivali di fuoco che scioglieranno il ghiaccio sotto i nostri piedi, o la spada che congelerà le cascate permettendoci di attraversarle e ancora, ancora ancora.

Stile

Monster Boy e il regno maledetto è nato da una campagna di crowfunding, ed ha subito pesanti cambiamenti dal punto di vista stilistico in fase di sviluppo. Era nato infatti come seguito del non indimenticabile Flying Hamster, per poi essere “adottato” dal creatore di Wonder Boy Ryuichi Nishizawa che ne ha trasformato lo stile rendendolo molto vicino ad un anime giapponese. Il level design è piacevole, scorrevole, colorato e soddisfacente. Se all’inizio superare le difficoltà del gioco ci sembrerà fin troppo facile, via via che progrediremo ed acquisiremo nuove abilità, scopriremo come e quanto ci fossimo sbagliati e quante parti nascoste ci erano state inibite in principio. Infatti il gioco gode di un backtracking mai scontato e mai banale, per fortuna, e questo prolungherà e di molto la durata dello stesso, per nostra immensa gioia. Ad ogni passo resteremo sempre più stupiti di come gli sviluppatori si siano ingegnati per fornirci enigmi sempre diversi, da affrontare sfruttando le varie trasformazioni o le armi ed armature che acquisiremo. Raccogliere i bonus sarà un piacevole ed ulteriore diversivo, e porta i livelli di piacevolezza di questo gioco davvero incredibili. L’unica, piccola, pecca è la musica. Seppur piacevole all’ascolto, essa ripartirà da capo ogni volta che ricominceremo un livello, diventando similare ad un trapano puntato alla tempia.

The Flying Pig.

Come si è capito da quanto scritto, Monster Boy e il regno maledetto ci è piaciuto molto. Un metroidvania con i controfiocchi che vale ogni centesimo speso per acquistarlo. Una trama fiacca e d una musica ripetitiva non ne minano, per fortuna, le tantissime qualità che vi consigliamo senza dubbio di provare.

  • Narrativa
  • Gameplay
  • Grafica
  • Suono
  • Personale
4