Medievil – Recensione

Medievil – Recensione

15 Novembre 2019 0 Di Raffaele Fasano

Abbracciamo Spada e …braccia per risollevare il buon nome di Sir. Daniel Fortesque.

Premessa

Questa recensione è colpita dall’effetto nostalgia. Volevo scrivere una recensione più tecnica possibile ma non credo di esserci riuscito. Medievil è un gioco storico su console, ci sono stati anche dei tentativi di porting di terze parti su pc . Provati personalmente all’epoca. Nel recensire questo gioco ho cercato di essere come solito neutrale ma sapendo di avere la lacrimuccia facile è corretto indicare la mia affezione. Nella sezione storia ponete attenzione perché ci sarà un minimo di spoiler. I primi minuti di gioco comunque introducono le vicende del nostro cavaliere. Se però volete godervi la cinematica magari saltate il capitolo storia di questa recensione.

Storia

Le vicende narrate in Medievil partono con un antefatto importante perché Sir. Daniel Fortesque è un fake! Ebbene sì, uso questa parola per portare Medievil negli anni correnti. Il prologo narra la vicenda di questo cavaliere che alla primo scontro muore miseramente colpito da una freccia. Il suo apporto alla battaglia è pari a zero ma ne viene creata una leggenda. Per la quale sembra che addirittura sia lui a sconfiggere il cattivo di turno, il mago Zarok, e quindi si prende tutti i meriti. Gli viene intitolato un cimitero, la sua salma è sepolta in una cripta speciale e osannata. Per le lande di Gallowmere il suo nome è inneggiato ma in realtà non ha fatto nulla.

Zarok is back!

L’abile stregone ritorna dagli inferi maledicendo il regno di Gallowmere. Rapisce tutte le anime dei cittadini, che si trasformano in seguaci ai suoi ordini. Infine, resuscita tutti i morti dalle loro tombe, tenendoli al suo servizio. Ma allo stesso tempo il maleficio rianima anche il nostro cavaliere. Gli si presenta la classica ultima chances per ridare buon lustro al suo nome, facendo quello che in vita non è riuscito a fare. Sconfiggere Zarok e il suo esercito.

Grafica, Suono e Gameplay

Essendo un remake ci si potrebbe aspettare un cambio radicale del gioco che vede la sua prima uscita circa un ventennio or sono. Dico subito che non e’ cosí. Il sistema di controllo e gestione della camera rimane praticamente invariato. Le dinamiche di gioco sono le stesse. Possiamo anche prendere un trionfo per aver immesso i codici cheat! Ma forse il bello di questo titolo è proprio questo un gioco “vintage” con una grafica aggiornata. Si perché lo studio grafico si è dato da fare e i risultati ci sono tutti. Colori, ambientazioni, e una dinamica che rende questo hack ‘n slash piacevolissimo.

La colonna sonora ricca di strumenti orchestrali è una chicca e accompagna degnamente le ore di gioco. Comanderemo in terza persona il soldato scheletrico a spasso per i vari livelli. Il primo dei quali ci permette di uscire dalla cripta e funziona da tutorial. Capiremo come si usano e si equipaggiano le armi e gli incantesimi. Per i vari livelli sono sparsi dei tomi che ci indicano: nuove funzionalità, possibilità e un po di lore. Esistono poi dei mercanti, rappresentati da statue parlanti chiamate Garguglie, che oltre a prenderci in giro ci daranno preziose informazioni o oggetti. Ovviamente tutto ha un prezzo e quindi si faranno ben pagare con le monete trovate durante il percorso. Oltre alla storia principale, che per essere completata necessita di attraversare tutti i livelli fino allo scontro finale, esistono prove secondarie. Raccogliere le anime degli sconfitti ricarica un calice, se esso è riempito ad ogni livello, ci darà un bonus. Infatti al passaggio di stage passeremo prima nella sala degli eroi dove potremo reclamare il nostro armamento nuovo e solitamente più potente. Nei vari livelli affronteremo una serie molto ampia di personaggi, che man mano popoleranno un bestiario sempre leggibili dal menù opzioni. I comandi sono semplici e il controller muove il personaggio come vent’anni fà. Ciò significa che la gestione della profondità del campo di gioco non è ottimale. I comandi che impartiremo a volte saranno più di quelli che il personaggio potrà gestire. Sopratutto se siete veloci con i pollici, come sempre più spesso i titoli “moderni” richiedono. Il passaggio fra difesa e attacco a volte risulta lenta lasciandoci scoperti agli attacchi. Ma se il campo di battaglia lo permette potremo sempre sfruttare la tattica del “scappo un attimo e ritorno”.

MediEvil action

Conclusione

Un hack ‘n slash “facile”, anche se morire ci farà iniziare il livello da capo, perchè siamo abituati ai giochi attuali che hanno un ritmo sicuramente più incalzante. Ma una classica storia di condottieri, di mostri e di ilarità come può passare inosservata? o meglio non giocata? 8/10 ore sono il tempo che ci impegna il titolo per essere finito, senza completare tutte le storie secondarie. Possiamo però passarne quasi altrettante a completare tutte le sfaccettature che ci propone. Per trascorrere qualche ora senza avere il pressing della prestazione è il gioco adatto. Se poi siete nostalgici come il sottoscritto oppure siete curiosi di fare un mini tuffo nel passato è sicuramente da provare.

  • Grafica
  • Suono
  • Gameplay
  • Longevità
  • Personale
3.8