GRID – Recensione

GRID – Recensione

29 Ottobre 2019 0 Di Raffaele Fasano

Non bisogna mai farsi illusioni e crearsi aspettative troppo alte quando un gioco viene pubblicizzato, perché poi molte volte arriva la dura realtà a risvegliarti dal sogno che ti eri costruito. E’ stato quello che è successo quando ho sentito che quest’anno Fernando Alonso aveva collaborato con Codemasters per il nuovo gioco dedicato alla serie GRID…. Ma andiamo con ordine.

Accelera, rimbalza, frena.

Perché questa premessa? Perché con l’inserimento di un campione della F1 nel team del gioco avevamo tutti sperato un salto verso una simulazione molto vicina alla realtà. Cosa che non è avvenuta. GRID rimane, purtroppo o per fortuna, sempre fedele a se stesso: un gioco arcade che nulla ha a che fare con i capostipiti del genere come Forza Motorsport o Assetto Corsa. A cominciare dal tutorial, che in due giri di pista ti spinge a raggiungere il miglior risultato. Dopo questa prima, quasi traumatica, esperienza, entreremo nel vero “core” del gioco, ossia la modalità single player. Potremo personalizzare ben poco del nostro pilota, quindi entreremo subito nella modalità GRID World Series, un campionato composto da molte gare, anche se come già indicato, brevissime, suddivise in sei categorie a seconda delle auto che possono parteciparvi, cinque delle quali composte da 13 gare per ognuna mentre la sesta è composta da 23 gare dove non potremo però selezionare l’auto. Non tutte le gare sono accessibili ma lo diventeranno via via che guadagneremo soldi ed esperienza. Al termine di queste gare disputeremo lo Showdown che se conquistato ci concederà a sua volta l’accesso al campionato finale. Purtroppo non avremo una vera e propria modalità carriera: il nostro compito nel gioco sarà quello di affrontare, nell’ordine in cui preferiamo, tutte le gare proposte per arrivare fino al campionato finale. Ogni vittoria, come già detto, ci concederà punti e denaro, che potremo spendere per acquisire nuove auto fra l’ampio parco presente nel roster di gioco.

Sterza, rimbalza, nemesi.

Lo stile di guida di GRID è prettamente arcade. Come si intuisce dai titoli fin’ora usati nei paragrafi, il rimbalzo sarà il metodo migliore per superare al meglio gli avversari, prendendoli letteralmente a sportellate si guadagnerà su di loro un vantaggio che ci consentirà di superarli senza colpo ferire. Gli scontri sono mal equilibrati: capiterà di fare incidentoni dove non ci accade quasi nulla, e carezze fatte al nostro paraurti che ci sbatteranno fuori pista e ci farà perdere posizioni importanti, data l’impossibilità di recuperare nei pochi giri di ogni gara. Il sistema nemesi poi è molto deludente: pubblicizzato come innovazione, in realtà è mal gestito dal gioco, a volte ci basterà sfiorare il nostro avversario per crearci un nemico implacabile (solo in quella gara) mentre nella successiva potremo saltargli sull’auto senza avere conseguenze. Non abbiamo inoltre il Meteo variabile, quindi ogni gara avrà un suo meteo specifico che non cambierà mai. Ma data la durata delle stesse, questo è un dettaglio che sfuggirà ai più. Dal punto di vista grafico il gioco è ottimamente creato, le auto sono ben disegnate e caratterizzate. Peccato una visuale interna non all’altezza. Il comporto sonoro invece è molto deludente, i doppiatori delle voci fuori campo sono al limite del “recitato-lettura”, come attori alle prime armi, ed i motori delle auto sembrano tutti uguali e poco realistici.

Last

Un’occasione sprecata da parte di Codemasters, di aggiornare un gioco che dopo i fasti del primo non ha mai saputo crescere seguendo il tempo che avanzava. Questa nuova versione di GRID non è da buttare e ci regalerà parecchie ore di divertimento, ma sicuramente si poteva e si doveva osare di più.

  • Stlrka
  • Grafica
  • Suono
  • Gameplay
  • Personale
3.6