Doom Eternal – Recensione

Doom Eternal – Recensione

31 Marzo 2020 0 Di Raffaele Fasano

Chi non ha mai giocato a Doom? Capostipite di un genere che avrebbe permesso con il suo successo di aprire lucidi sconosciuti fino a quel momento? Gli FPS sono nati grazie a Doom, alla sua violenta semplicità. Ed è a questo che il reboot di 4 anni fa ha puntato quando è nato. E Doome Eteranl, alla fine, non fa altro che seguirne la strada, raddrizzando qualche curva e aggiungendo qualche piccolo spunto interessante.

Una trama che trema

ID Software ci ha abituato da sempre al suo modo di creare storie: non le fa. Certo, ci sono sicuramente punti di lore interessanti, ma non sono lineari come altre produzioni ci hanno abituato. Ogni passaggio di storia va scoperto, investigando le mappe di gioco e scovando i favolosi punti interrogativi che ci svelano angoli narrativi ancora inesplorati. Ma il vero problema, se tale si può chiamare, è che la scoperta di questi punti segreti è totalmente ininfluente per la storia. Possiamo passare ore a scoprire tutto ma questo non cambierà un ette nella narrativa del gioco che stiamo svolgendo. Doom Eternal, tuttavia, aggiunge delle piccole sequenze video che ci permettono, nel loro piccolo, di approfondire la storia del gioco. Certo, è molto più divertente smembrare demoni e ammazzarli in ogni modo possibile, ma anche scoprire cosa si cela dietro il nostro amico ammazzademoni può aiutarci a passare il tempo. Senza far spoiler, possiamo dire che tutta la storia del nostro DoomGuy si racchiude in “cerca i tre sacerdoti responsabili dell’invasione demoniaca e falli fuori”. Alla fine si tratta di fare una scelta per il giocatore: approcciare la storia in modalità “viammazzomaledettibastardi” o “viammazzobastardimaledettimaprimamileggolalore”. Voi da che parte state?

Morire è più facile di vivere.

Questo titolo poetico mi è sorto pensando al gameplay frenetico di Doom Eternal. Frenetico è forse fin troppo restrittivo per il gioco targato Id Software. In Doom Eternal non si ha letteralmente il tempo per pensare. Bisogna correre, ammazzare, sopravvivere, ammazzare ancora, correre, sopravvivere, ammazzare e via discorrendo fino alla fine del gioco. Pochi momenti saranno dedicati al riposo del giocatore con qualche sezione platform dislocata qua e là; per il resto  si troverà spesso, fin troppo spesso, a far i conti con una carenza di proiettili che condurrà ad una lenta e atroce agonia. Questo non significa che il gameplay non sia stato ulteriormente migliorato, anzi. Oltre alle armi da fuoco che ci troveremo a dover gestire, avremo un trittico di soluzioni ammazzademoni che potremo applicare: arma da spalla, motosega e finisher move: ognuna di essa ci permetterà di recuperare una risorsa utile alla nostra sopravvivenza. Nonostante queste tre mosse rendano variegato il sistema di approccio al gioco, resta fondamentale stringer sin da subito amicizia con le bocche da fuoco in dotazione, perché saranno l’unica mano tesa in un gioco che rema totalmente contro di noi. Ogni arma è potenziabile tramite delle apposite modifiche che andremo a sbloccare avanzando nel gioco, e che potremo a loro volta potenziare tramite i punti arma. Anche il nostro DoomGuy potrà essere potenziato raccogliendo delle rune, o speciali bonus che permetteranno di accrescere i punti vita, idem la nostra armatura potrà avanzare di livello sbloccando granate e tanto altro. Per sbloccare tutto questo dovremo esplorare a fondo le mappe, o affrontando le speciali arene chiamate Cancelli Slayer, dove affronteremo una strabordante quantità di demoni che ci concederanno i token necessari ad avanzare di livello. Punto di pregio di Doom Eternal è infatti la longevità della modalità storia, intorno alle 15 ore, alle quali si aggiungeranno tantissime attività collaterali che renderanno tutti i livelli tranquillamente rigiocabili.

Sangue, sudore e demoni

Ovviamente tutto questo ben di Dio ludico non può che essere sorretto da un comparto audio e grafico di altissimo livello. Le mappe ed i nemici sono dettagliatissimi, così come ci si aspetta dalla settima revisione dell’Id Tech, il motore che muove tutto il gioco. I livelli sono sviluppati benissimo sia orizzontalmente che verticalmente, dove quest’ultima componente viene privilegiata e offre un approccio molto variegato ai combattimenti. Tutto il gameplay viaggia incollato ai 60fps, senza che neanche un piccolo calo di framerate ne vada ad inficiare la godibilità. Anche dal punto di vista della soundtrack tocchiamo vette industrial metal davvero interessanti, quasi a richiamare un mondo germanico dal punto di vista sonoro. Sicuramente un ottimo lavoro da parte dei ragazzi di Id Software, che non hanno deluso le aspettative che i vari trailer ci avevano lasciato degustare. C’è un’unica, grave, pecca in tutto Doom Eternal: la modalità Battlemode, ovvero l’unica componente online del gioco. Si tratta di un sistema a 3 giocatori dove due saranno dedicati a pilotare un demone cadauno, mentre l’altro dovrà dedicarsi a guidare lo Slayer che dovrà ammazzare entrambi prima dello scadere del timer di 20 secondi, pena il respawn del defunto (con i punti vita dimezzati) . Sarebbe stato meglio inserire altre modalità, come il famoso e tanto amato deathmatch. Magari un futuro aggiornamento ci accontenterà.

Finish

Doom Eternal è esattamente quello che ci aspettava: un miglioramento di quel capolavoro che lo ha preceduto negli scorsi anni. Tantissimi miglioramenti ed una sola ma consistente pecca ne fanno un capolavoro da tenere negli scaffali nei prossimi secoli.

Resta collegato con NerdWorld.it per scoprire tutte le novità sul mondo Nerd!

  • Storia
  • Grafica
  • Audio
  • Gameplay
  • Online
  • Personale
4.4