Destiny 2: Ombre dal profondo – Recensione

Destiny 2: Ombre dal profondo – Recensione

20 Ottobre 2019 0 Di Raffaele Fasano

Quando mi avvicino ad una recensione di una espansione di Destiny 2, lo faccio sempre con i piedi di piombo perché sono un fan del gioco. Non un core-player, perché il tempo per grindare tutto è limitato dalla vita reale, ma sicuramente uno di quelli che se ha dieci minuti da spendere, li passa volentieri sul gioco di Bungie. Ed è per questo che tenterò di essere il più neutrale possibile durante la recensione, anche se i cambiamenti apportati dalla casa creatrice di Halo al loro gioco di punta sono sostanziali e soprattutto frutto di una separazione da Activision che non poteva portare che miglioramenti. Ma andiamo con ordine

Storia

La domanda che tutti i giocatori di Destiny 2 si ponevano fin dal suo rilascio era una e una soltanto: Che fine avesse fato Eris Morm? La guardiana che aveva vissuto nell’oscurità della luna per tanto, tanto tempo, fino quasi ad impazzirne? Colei dotata di tre occhi sanguinanti, che si era talmente immedesimata nell’alveare da poterne leggere e capire le intenzioni in anticipo? Con questa espansione potremo finalmente scoprire la verità: Dopo l’attacco di Ghaul al Faro, Eris era tornata sulla Luna a causa di eventi e movimenti sospetti dell’Alveare che le facevano temere il peggio: ed era li che ci aspettava, pronta a darci ancora tantissimi incarichi da affrontare per sconfiggere i suoi nemici più terribili ma più affini. In queste missioni affronteremo gli incubi: reincarnazioni spirituali dei nostri rimpianti o peccati più grossi. Ma mentre gli spiriti dei Guardiani andati oltre e non più tornati ci tormenteranno solo con i loro sussurri, saranno le re-incarnazioni spirituali dei vecchi avversari che abbiamo già sconfitto a farsi più vive che mai, compreso il temibile Krota, protagonista di uno dei Raid più amati in Destiny 1. In questa espansione inoltre scopriremo il ruolo delle piramidi che “riattivano” dopo la sconfitta della Legione Rossa, e dovremo anche affrontare e sconfiggere l’invasione Vex. Insomma, tanta, tantissima carne al fuoco. Ovviamente non poteva mancare il grinding, vero cuore pulsante di questo gioco, il ritorno dello Stendardo di Ferro ed il nuovo Raid. Insomma, tantissima carne al fuoco che non vi raccontiamo per non spoilerarvi troppo se non avete ancora acquistato il gioco. Ma vi assicuriamo che le ore di divertimento sono tante e di ottima qualità. Certo, alcune location sono prese paro paro da Destiny 1, così come i nostri avversari sono un recupero di alcuni nemici già presenti nel passato ma ai fini della storia questa cosa ci stà benissimo.

Gameplay

Cambia molto anche dal punto di vista del gameplay. In primis l’introduzione di un premio stagionale legato al livello raggiunto. Ogni pietra miliare, ogni missione, ogni taglia che sbloccheremo ci farà guadagnare punti che faranno aumentare il nostro livello stagionale. Ad ogni livello guadagnato, verranno sbloccati oggetti, armi, armature (2.0, ne parliamo fra poco) e soprattutto il primo manufatto stagionale, vera e propria novità legata a questa nuova versione di Destiny 2: Ombre dal profondo. Le nuove armature conducono per mano il giocatore all’interno di quello che era un gioco molto casual ad un vero e proprio gioco di ruolo online: ogni armatura e arma sarà dotato di slot che consentiranno di espanderne i poteri, modificando profondamente le caratteristiche del personaggio e rendendolo sempre più vicino al nostro stile di gioco. Ognuna di questi slot ci prende dei punti energia, ed ogni armatura ne ha dei suoi da spendere.  Il Manufatto stagionale invece è un altro potente alleato del Gamer: infatti ci consente, tramite i suoi perk, di superare il limite di potere stagionale (960) e farlo crescere potenzialmente all’infinito. E’ il diretto erede di quello che erano i manufatti della prima stagione, e la sua struttura ci consente di sperimentare tante variabili di gioco senza influire poi alla fine su quello che resterà del nostro personaggio a fine stagione. Una ottima mossa da parte di Bungie. Una nota particolare va ai Settori Perduti della Luna, molto più accattivanti e divertenti se paragonati a quelli presenti negli altri pianeti. Le musiche di questa espansione sono terrificanti, nel senso buono del termine. Mettono il player in ansia, ed i bisbigli delle ombre che ogni tanto sentiamo non aiutano di certo a star tranquilli. E questo è solo l’inizio; infatti Bungie per cercare di allungare i tempi di gioco e migliorare l’offerto ai player, ha già creato una tabella di marcia e quindi siamo destinati ad avere altro nel corso delle prossime settimane. Simpatica l’introduzione delle mosse finali, che non aggiungono niente al gameplay ma rendono vario il modo di far fuori i nostri nemici.

Finish

Ci sarebbe molto altro da dire, ma rischiamo di spoilerarvi tutto e preferiamo farvi scoprire piano piano tutto quanto questa nuova espansione di Destiny 2 porta nel mondo creato da Bungie. Il distacco da Activision ha fatto più che bene ai ragazzi dell’azienda sviluppatrice, in questa espansione è stata impostata una direzione più seria e meno casual ad un gioco che ha ancora moltissimo da offrire in termini di narrativa e divertimento ludico.

  • Voto Espansione
5