Come Fortnite ha cambiato il mondo del Gaming.

17 Aprile 2020 0 Di Raffaele Fasano

Il panorama videoludico è cambiato, ed in questi tempi è cambiato più che mai. Facciamo un passo indietro a qualche anno fa: le console attuali erano a metà del loro ciclo vitale ed i giochi da tutti più conosciuti erano i classici Fifa, Call of Duty e League of Legends.
Cosa è cambiato allora?
Beh, negli ultimi mesi sopratutto, il mondo del gaming si è espanso a tal punto che anche la persona che credevi meno propensa a videogiocare, adesso si ritrova con un pc in casa intento a divertirsi dietro uno schermo.
Certo, la pandemia COVID-19 ha forse aiutato a spingere i non videogiocatori a trovare svago attraverso un controller, ma se non fosse stato per il gioco che ho citato nel titolo, difficilmente saremmo arrivati a questo punto.
O lo si odia o lo si ama, non credo ci sia una via di mezzo. 

Fortnite, ad oggi, è questo.

Ma perché dovremmo essergli tanto riconoscenti?

Pensateci bene: è stato il primo gioco che, grazie alla sua particolare formula, ha attirato diversi milioni di giocatori su tutte le piattaforme. Il gioco divertiva ed era gratis. Nel giro di poche settimane è finito sui telegiornali e tutti, anche chi era al di fuori del mondo gaming ne ha sentito parlare. Chiunque con uno smartphone, una console o un PC era in grado di giocarci.

Un gioco oggettivamente divertente da giocare con gli amici, gratis.
Quale miglior formula per attirare nuovi videogiocatori?
Sapete qual’è la risposta che spesso i miei amici “non gamer” mi danno quando chiedo loro di giocare?

Semplicemente ritengono inutile spendere soldi per un cumulo di pixel sullo schermo.
Fortnite è stato il primo Free To Play valido, disponibile a tutti, che ha permesso anche a questi “non videogiocatori” di avvicinarsi al mondo videoludico senza investire denaro. Alcuni ci hanno preso gusto, e si sono resi conto come può essere divertente passare un pomeriggio in compagnia di un pad. Hanno cominciato a comprare altri giochi scoprendo nuove realtà che altrimenti non avrebbero mai avuto il piacere di scoprire.
Fortnite è stato il punto di partenza per una grande avventura.
Quest’avventura ha permesso ai non videogiocatori di sperimentare in modo completamente gratuito cosa si prova a giocare ad un videogioco “serio”.
Ed attenzione, per serio non intendo “serio come l’uomo pipistrello”, bensì un gioco Free To Play creato da una casa di produzione grande come può essere Epic Games, curato sotto ogni dettaglio e con supporto settimanale ed aggiornamenti gratuiti.
E poi la formula del pass stagionale? Ha sbaragliato la formula del Pay To Win. Oggetti estetici, che non cambiano l’esperienza di gioco, che per pochi euro ti permettono di essere “diverso” sul campo di battaglia.
Fortnite è stato il faro che ha attirato nuova utenza in questo pazzo mondo. E per quanto si possa odiare, bisogna riconoscere che ha creato uno squarcio in un settore che di novità, durante questa generazione, ne ha viste ben poche!
E poi? Tutti sono andati dietro questo faro. Sia noi utenti sia le grandi aziende. Basti vedere CS:GO, diventato gratuito, oppure ancora COD Blackout e COD Warzone ( il secondo gratuito con ormai oltre 50 milioni di giocatori).
Grazie a Fortnite anche canali di condivisione video come Twitch sono esplosi. Anche senza giocare i fan erano in compagnia del gioco che tanto adoravano attraverso gli Streamer. Da quando è uscito, il panorama videoludico ha cambiato rotta. Ha portato nuova gente in questo mondo e, potenzialmente, nuovi futuri appassionati.
Il crossplay ha avuto un balzo in avanti anche grazie ad esso. Certo, il mondo videoludico comunque si stava aprendo anche a questa possibilità, ma Fortnite si è inserito di prepotenza e lo ha reso quasi uno standard. Prima era solo un’idea sì plausibile, ma ancora lontana.
E’ anche bello vedere adesso come la gente che non comprendeva il motivo per il quale noi geek o nerd andavamo dietro i videogiochi giocare con noi.

Fortnite è stata la punta di diamante di quello che ha permesso a noi videogiocatori e ai videogiochi stessi di cercare un nuovo standard.
Uno standard diverso, forse migliore, ma di cui tutti noi, adesso, non possiamo farne a meno.