Catherine:Full Body – Recensione

Catherine:Full Body – Recensione

24 Settembre 2019 0 Di Raffaele Fasano

Nel 2011 Catherine: full body ha dato il via a uno dei più interessanti ibridi storytelling e puzzle 3D game che la vecchia generazione di console abbia dato.

Atlus ha riproposto quest’anno una remastered del gioco più che convincente, al fine di far comprendere alle nuove generazioni di videogiocatori quanto in un semplice gioco possa far riflettere su alcuni aspetti della nostra vita quotidiana.

LA PAURA DEL CAMBIAMENTO 

Vincent è fidanzato da diversi anni con Katherine, una ragazza che sembra voler portare la loro relazione a un “livello successivo”, malgrado le resistenze di Vincent. Una sera, dopo aver bevuto qualche bicchiere di troppo, il nostro pavido protagonista si ritrova ad andare a letto con Catherine, una bellissima e sensuale sconosciuta che metterà alla dura prova ogni sua certezza.

Questo “incidente” segna il punto di partenza di un triangolo amoroso che, nella versione remastered Catherine Full Body, diventa rapidamente un quadrato con l’aggiunta di un nuovo personaggio, Rin, una giovane donzella che non ricorda nulla del suo passato e, salvata da Vincent, inizia a lavorare come pianista nel bar dove il protagonista passa le proprie giornate tra chiacchiere, bevute e qualche partita ai cabinati.Durante queste sezioni diurne avremo la possibilità di parlare con gli amici di Vincent e gli altri avventori dello Stray Sheep, con i quali il nostro eroe potrà confrontarsi sui tanti dubbi e le ansie che lo affliggono. Queste fasi sono senza dubbio le più significative per quel che riguarda la creazione delle particolari atmosfere che permeano la produzione, nonché il palcoscenico scelto da Atlus per dare corpo alla narrazione e offrire al giocatore un’ampia gamma di scelte, grandi e piccole, in grado di alterare la storia principale. Si potrà scegliere se bere vino, sake, birra, o cocktail premendo determinati pulsanti e, quando il bicchiere è vuoto, chiedere un altro giro mentre si ascoltano gli interessanti aneddoti degli avventori; quando si riceverà un messaggio al cellulare da uno dei partner, si potrà rispondere selezionando una tra le varie opzioni a disposizione, magari fuggendo in bagno per dare un’occhiata alle foto sexy inviate occasionalmente dalle varie ragazze: sotto questo aspetto, lo sviluppatore è riuscito a creare un contesto coinvolgente e verosimile (ovviamente il tutto accompagnato da una classica grafica in chiave fumettistica giapponese).

LO STORYTELLING NON E’ TUTTO 

Il gioco balza, come nella versione originale, tra i momenti di storytelling “punta e clicca” durante il giorno  e orribili incubi dove Vincent si ritrova puntualmente a fare i conti con la sua coscienza.

Ed è qui che il rompicapo puzzle 3D ne fa da padrona: l’obiettivo principale di Vince è quello di riuscire a scappare dai demoni che lo infestano scalando una serie di cubi di svariate caratteristiche da imparare a seconda del tempo che ci rimane o dal percorso in salita da affrontare per raggiungere una porta e ritornando alla vita reale svegliando il personaggio.

gli ostacoli della salita cambiano a seconda della difficoltà selezionata all’inizio della storia.

Abbiamo quindi la possibilità di scegliere tra quattro gradi di difficoltà, andando da un grado difficilissimo ad addirittura la modalità “sicura” dove il personaggio di muove in autoplay, modalità ideale per chi vuole godersi solo il corso della storia.

Il comparto grafico e sonoro è stato leggermente ristrutturato, non che ce ne fosse stato bisogno.

La scelta dei tagli tra scene grafiche 3D in stile NARUTO NINJA STORM e momenti di puro anime con le tipiche colorazioni fluorescenti di targhe da streep club noir adornano perfettamente una narrativa quasi impeccabile.

L’unica possibilità di implementare l’online in questo gioco, è stata quella di far rientrare le tue decisioni di gioco durante la storia con le statistiche mondiali di chi come te ha voluto vivere l’esperienza più hard piuttosto di quella più coscienziosa 

Se avete amato Catherine otto anni fa, tornerete ad amarlo ancora oggi, in una versione Full Body che sprizza energia da tutti i pixel e che rappresenta con forza un testamento della narrazione videoludica. Se al contrario non avete mai vissuto le vicende di Vincent e del suo “limbo coscienzioso”, avete ora la possibilità di gustare un titolo straordinario e divertentissimo. Un’avventura in grado di far riflettere e di sorridere allo stesso tempo, contornata da una fase puzzle tra le migliori mai realizzate.

  • Storia
  • Grafica
  • Suono
  • Gameplay
  • Personale
4.1