Borderlands 3 – Recensione

Borderlands 3 – Recensione

17 Ottobre 2019 0 Di Raffaele Fasano

Qual è il limite fra società e follia? Qual è l’onda emozionale che può sconvolgere il nostro cervello fino a farci impazzire? In un titolo dai contenuti più maturi ma che conserva il suo alto tasso di schizzofrenia, i ragazzi di GearBox sono riusciti a mettere in mostra in questo Borderlands 3 tantissime domande che noi moderni dovremmo porci, prima di giungere anche noi alla follia collettiva. Ma cominciamo con ordine.

Pandora

Come i suoi predecessori, il titolo vive i suoi primi capitoli sul pianeta Pandora. Impersoneremo i panni di uno dei quattro cacciatori delle cripte che il gioco ci mette a disposizione: Zane, FL4K, Amara e Moze, ognuno dei quali è dotato di caratteristiche e peculiarità molto differenziate, delle quali parleremo in seguito. Mantenendo fede alla sua tradizione, Borderlands 3 ha una storia abbastanza semplice e un po’ stereotipata, con i Villain che godono della loro crudeltà gratuita e che sfruttano i social per fare nuovi proseliti nella loro pseduoreligione, nella quale sono considerati addirittura divinità. Durante lo svolgimento della storia, che dura all’incirca una 30ina di ore, incroceremo nuovi e vecchi personaggi del gioco, che ci aiuteranno a far crescere il nostro personaggio fino al level cap grazie alle molteplici sub-quest che ci proporranno, ognuna diversa e tutte decisamente divertenti. Ma una delle novità principale di Borderlands 3 è la possibilità, finalmente, di lasciare Pandora per recarci su altri pianeti dove troveremo le basi dei nostri vari avversari che andremo ad abbattere e sconfiggere, nel solito metodo violento e brutale al quale Borderlands ci ha abituato sin dalla sua prima release, avvenuta tanti, tantissimi anni fa. Anche la fase endgame e articolata, e prevede due modalità, una che ci permette di aumentare il nostro livello ancor di più, introducendo via via nuovi nemici che ci offriranno bonus e malus girando per le mappe di gioco, alle quali se ne aggiungeranno altre grazie ai terreni di prova, vere e proprie sfide che ci faranno esplorare altri pianeti e altre galassie. Oppure potremo scegliere di ripetere il nostro viaggio nel gioco aumentando però il livello di difficoltà. Insomma, tantissima carne al fuoco, che ve ne pare?

Cartoon

Fra violenza, avversari fatti letteralmente a pezzi da un colpo preciso, mosse speciali e tanti terreni da percorrere, Borderlands 3 non si fa mancare assolutamente nulla. Il level design è, al solito, di altissima fattura ed il character design è fedele alla sua storia, anche se ci sono state delle necessarie e ovvie migliorie. Il cell shading è la ciliegina sulla torta di un gioco che ha tantissime potenzialità di divertimento e sangue, una vera valvola di sfogo per chi è magari stressato dalla vita reale. I dialoghi, ben doppiati in italiano, non sono mai banali e ci saranno sempre battutine mirate e volgari, ma che ci strapperanno almeno un sorriso. Il gameplay è ben fatto, scalare le zone di gioco per scoprire casse e collezionabili vari è sempre divertente. Unica pecca del gioco è l’IA, davvero troppo stupida che abbassa fin troppo il livello di sfida. Anche questa “peculiarità” è stata ereditata dai suoi predecessori, ma un fattore sfida più alto ci avrebbe fatto di certo piacere. Guidare i mezzi di gioco, rubarli ai nemici e personalizzarli offre qualche minuto in più di divertimento, ma il sistema di guida, che mi ricorda da vicino quelli del primo Halo almeno nei comandi principali, è a volte fin troppo frustrante.

Morte! MORTE! MORTEEEEEE!

E’ inutile anche dirlo, Borderlands 3 è uno di quei giochi che bisogna assolutamente acquistare. Eredita pregi e difetti dei suoi predecessori, il che può essere un bene ed un male da come si vuol vedere il bicchiere. Ma sicuramente è un gioco che non vi pentirete di aver acquistato!

  • Storia
  • Grafica
  • Suono
  • Gameplay
  • Personale
4.6